mercoledì 22 agosto 2007

Il campo di battaglia I

Il campo di battaglia in questo furioso divenire non può non essere la lotta contro l’omologazione delle percezioni. Il capitale, tramite meccanismi di verità indotta, mira al controllo fisico, attraverso il diritto, e soprattutto mentale, attraverso le ridondanza mass mediatica, delle persone al fine ultimo dell’accumulazione capitalistica.

Si inscena così la biopolitica, meccanismo di compenetrazione del sistema di produzione nell’io più recondito dell’individuo, finalizzato alla standardizzazione dell’animo umano. Tale standardizzazione consente di conformare l’agire a modelli di marketing che permettono un risposta cognitiva e comportamentale certa, in questo modo è possibile prevedere la redditività della forma più ingente di investimenti, quelli inerenti alla pubblicità, alla propaganda. Il fine ultimo è come detto l’accumulazione capitalistica.

L’accumulazione è l’unico vero avamposto per il perdurare del sistema di produzione tecnica e quindi di riproduzione sociale il quale si evolve raffinando nuove possibilità di sfruttamento grazie al volano offerto da politiche economiche dei governi progressivamente più compiacenti poichè perfettamente inglobate nell’attuazione della biopolitica.

In quanto finalizzata alla riproduzione del sistema nel periodo economico successivo, questa omologazione percettiva si spande in ogni luogo dove l’uomo ha l’ardire di insinuare la sua personalità, il suo desiderio di immaginazione, i suoi sogni, i suoi ricordi e lo riduce a mero consumatore, utente, elettore, produttore, in breve ad un dispositivo di riproduzione sociale.

Nessun commento: